mercoledì 3 settembre 2008

A PICCOLI PASSI...



Il maestro unico.
Il maestro unico era proprio quello che mancava all'affossamento della scuola pubblica.
Nella lista degli ingredienti per il ritorno ad una scuola d'èlite e ad un analfabetismo di massa, avevamo già la più bassa percentuale di pil dedicato alla scuola, un'università abilitante per l'insegnamento completamente innefficace, classi di 30 alunni, nessuna formazione permanente per gli insegnanti, sempre meno insegnanti di sostegno.
A questo punto, si dirà, se la scuola pubblica è un morto che cammina, che senso ha farlo sostenere da ben due insegnanti?
Una maestra, per assistere all'agonia, basta e avanza.

E così ecco fatto un altro passo sulla scala di Escher che, camminando soltanto in avanti, riporta indietro alla scuola d'èlite degli anni cinquanta.
Perchè c'è un solo modo, per un insegnante solo, di gestire una classe complessa come una qualsiasi classe elementare urbana del 2000.
Per gestire contemporaneamente 30 alunni, di cui una quindicina stranieri, provenienti da diverse zone del mondo, con un grado diverso di alfabetizzazione, con un diverso approccio alla socialità, allo studio.
Per gestire da solo una classe in cui una parte degli alunni ha difficoltà familiari, genitori divisi e spesso in città diverse, un sovraccarico di stimolazioni extrascolastiche, una difficoltà dei genitori da un punto di vista economico e affettivo.
Per gestire una classe dove l'handicap è inserito, senza classi speciali, per favorire l'integrazione. Ma dove l'insegnante di sostegno copre il 70, 50, 30 % del monte ore.
Per gestire una classe in un edificio fatiscente, senza fondi, senza materiale didattico, a volte senza banchi per tutti.
Il solo modo, per un'insegnante da solo, di gestiore questo livello di complessità, è selezionare.

Tu si tu no.
Tu ce la fai da solo e quindi vai avanti.
Tu non ce la fai, disturbi, rallenti, inciampi. E io non posso, assolutamente, starti dietro. Perchè se sto dietro a te, mi scappano gli altri 29.
E vogliamo mica questo, no? Vogliamo mica una classe di ignoranti?

E così si selezionerà, di nuovo.
Tu si tu no.
Tu, Franti, non puoi rimanere qui ad arrancare su un testo che non capisci, su un problema che non cogli. Non puoi chiedermi continuamente aiuto perchè, vedi, io sono da sola.
E da sola, Franti, non ce la posso fare.
Questo vuol dire il maestro unico.
Vuol dire tornare ad una scuola selettiva, dove è premiato chi già sa e viene lasciato indietro chi avrebbe bisogno di noi.
E sarà solo il primo passo.
Verso una ghettizzazione dell'ignoranza e, quindi, verso una ghettizzazione della povertà.
Non è solo una questione di budget e di pil.
Non riduciamo tutto a questo.
Il Ministero taglia i fondi, ma lo fa con un piano ben preciso.
Quello di dividere i buoni dai cattivi, i ricchi dai poveri.
Creare una cultura di stampo aziendale, che sia di proprietà soltanto della classe dirigente.
E che così si possa alimentare, anno dopo anno.
Non c'è niente di nuovo.
Era già così.
E' la scala di Escher.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

hai creato un blog bellissimo Lanessie.
Complimenti!

Anonimo ha detto...

e perchè non diciamo anche che cos' facendo, per cinque anni le menti dei giovani ranocchi verranno plasmate da una sola persona??
esistono insegnanti bravi e giudiziosi ma esistono ancje quelli no, ahimè.
Oltre all'informazione si avrebbe anche l'istruzione in un pericoloso senso unico.. avete presente la scuola pubblica come il tg4?

lanessie ha detto...

Giustissimo, anonimo.
A proposito di scala di escher, da questo punto di vista è un passo indietro ulteriore, diciamo di un Ventennio...


Grazie, fedele lettore padovano
:O)

lastreganocciola ha detto...

già, soffia aria di restaurazione. non solo nella scuola, non solo in italia. E questa, ovviamente, non è una consolazione: chè in base alla legge di murphy adattata al nostro belpaese, se c'è qualcosa di brutto nel mondo, in italia sarà peggio. e, corollario, la scuola sarà la prima vittima.

lanessie ha detto...

bisogna dare tempo anche alla legge di murphy..
Per ora, in USA stanno peggio.
Per ora...

Andre ha detto...

E non parliamo poi del risvolto psicologico. Un unico riferimento sarebbe positivo, dicono alcuni. Ma basta essere pratici. Un insegnante non può essere una figura di riferimento per 30 alunni. Alcuni, necessariamente, si sentiranno esclusi. E non ne risentirà solo l'educazione...

PS Complimenti Nessie!

lanessie ha detto...

@Andre: eh, tesoro,più che sentirsi, saranno proprio esclusi. E non saranno certamente quelli che potranno pagare te per tentare di riassestare i danni.

e.talpa ha detto...

Ehilà!
Lo so che c'entro come i cavoli a merenda, soprattutto a far finta di capirne di pedagogia. E che vado sempre a spaccare il capello in otto.

Però secondo me il problema non è tanto del maestro unico, ma del numero di alunni per classe.
Cioè, il problema del maestro unico ora come ora secondo me è più che altro sociale, di posti di lavoro.

A me non è mai piaciuta 'sta storia che alle elementari si fanno mille materie, ho sempre pensato che servissero solo le nozioni fondamentali (leggere e far di conto, dicevano gli antichi?) e il resto dovesse essere più che altro socializzazione, pedagogia, crescita.

Noi, come ho già detto altrove, si era in una quindicina, e per di più eravamo una pluriclasse. Ma così ti confrontavi anche con bambini di età diversa dalla tua, e il maestro aveva la possibilità di seguire tutti. Siamo passati da una maestra ad un maestro cambiando classe, così non abbiamo avuto il problema del punto di riferimento unico, e comunque li adoravamo entrambi. Sarà che, in effetti, erano tra i pochi a saper fare il loro mestiere.

Ora, è ovvio che la manovra è dannosa e il Berlusca non ne combinerà mai una buona. Ma una buona per sbaglio? Magari come per la Libia, per i motivi sbagliati riesce ad imbroccare qualcosa di giusto.
A lungo termine farà sfracelli, ma -se la domanda è stupida causa precariato ditelo pure subito- non è che nel breve, avendo un numero fisso di maestri, ridurre ad un maestro unico per classe fa sì che, per mera questione di matematica -> il numero degli allievi non cambia, diminuisca il numero di allievi per classe?
Fintanto che non partono con i licenziamenti...

bye

lanessie ha detto...

Il lato più debole del discorso è proprio quello del "se ci fossero meno bambini in classe".
Non ci sono.
I tagli sono tagli. In città siamo oltre i 25 bambini per classe, in montagna e nei paesi stanno accorpando le scuole.

Ma anche fosse - e non è, e sicuramente non sarà - il fatto di aver avuto una buona esperienza, non vuol dire che il maestro unico sia una soluzione.

Proprio perchè la scuola primaria dovrebbe essere luogo di socializzazione più che di apprendimento, non si può chiedere ad un insegnante solo di essere competente nelle materie, creativo, psicologicamente preparato a sostenere il disagio,aggiornato sull'invito alla lettura, alla psicomotricità, alla gestione del conflitto, all'alfabetizzazione per gli stranieri, ecc ecc ecc ecc...

La società è cambiata velocemente, e le necessità dei bambini, di pari passo.
Per sostenere tutte queste necessità, bisogna essere ALMENO in due.
E' facile capirlo: due persone avranno più competenze, più tempo, meno stanchezza di una persona sola.
E il lavoro in equipe è - come ben sanno le aziende a cui questo governo tende tranne quando non gli fa comodo - funzionale e produttivo.

La scuola primaria continua ad essere l'unico luogo che offra una formazione completa e, almeno un pochino, "a prospettiva ranocchio".

Il maestro unico la trasformerà in una scuola media per piccoli.
Con gli ottimi risultati che è facile prevedere.